Diversità in rete: distanza che si trasforma in ricchezza

Sono uno di quelli di cui la anziana madre e le figlie adolescenti non saprebbero descrivere il lavoro, limitandosi a un timido e approssimativo «qualcosa che ha a che fare con le lingue e i computer» piuttosto che azzardare “traduttore” o “consulente”, temendo forse che risultino riduttivo il primo e troppo vago il secondo. Di sicuro erano molto più a loro agio negli anni in cui insegnavo, anche se alla domanda «che cosa?» ricadevano nello stesso dramma. In realtà, ho cominciato a lavorare proprio come traduttore, e in un tempo in cui il bianchetto era già considerato un dono del cielo. Da traduttore, ho cominciato a usare la Rete prima che molti riuscissero perfino a immaginare l’esistenza di qualcosa di pur vagamente simile, anche se magari ritenevano prossimo un futuro governato da HAL 9000. Mi collegavo alle BBS italiane e, soprattutto, a quella di un cliente nordamericano, usando un modem a 1200 bps prima e poi a 2400 e il protocollo ZMODEM. Poi ho scoperto FidoNet, e i modem viaggiavano già a 4800 e 9600. Erano i tempi delle interfacce a caratteri, si trattasse di DOS o, per i più fortunati, di Unix. Ci si scambiavano i dati usando floppy disk […]

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Autore: Luigi Muzii

Luigi Muzii

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